Progetto Mapo

Il progetto MAPO (Mutual Accommodation in Participative One-stop-shops) ha come obiettivo quello di realizzare uno scambio di politiche e di pratiche di integrazione, relativamente ai servizi offerti dagli Sportelli informativi per cittadini di Paesi Terzi, attraverso la sperimentazione di attività di partecipazione attiva ed empowerment delle comunità di migranti e della società di accoglienza.
Sono state attivate pratiche partecipative, rispettivamente nei contesti di Arezzo, Milano e Salerno.

Nella prima parte del progetto, di cui è capofila Fondazione Ismu, si è lavorato insieme a partner italiani e stranieri concentrandosi sulle study visit nei vari territori. Su Milano e Provincia Fondazione Verga ha individuato il tema dell’abitare come fabbisogno reale, ritenendo di dover attuare strategie pratiche e concrete al fine di trovare soluzioni altrettanto pratiche, concrete e soprattutto condivise, coinvolgendo stakeholder locali.

Mettendo a frutto le tecniche partecipative apprese nella prima parte del progetto sono stati organizzati tre incontri finalizzati a riflettere e a confrontarsi sulle possibilità di accesso al mercato degli affitti privati da parte dei migranti (e di altre categorie svantaggiate o percepite come difficili).

Il primo incontro “Storie sull’abitare” si è aperto con il racconto di tre storie: Morena Catania, titolare di un’agenzia immobiliare, ha raccontato il punto di vista di chi vorrebbe dare una casa in affitto e quali sono i dubbi e le paure con le quali ci si deve confrontare; Afees Tirimisiyu, migrante, ha invece raccontato come, anche in presenza di una “stabilità” economica, sia difficile trovare qualcuno disposto ad affittare un appartamento a una persona straniera, soprattutto per questioni legate alla paura o a stereotipi di tipo culturale. Infine l’architetto Simona Riboni di Architettura delle Convivenze ha presentato il progetto Case Oltre-la-soglia, in cui degli appartamenti Aler sono stati ristrutturati con l’intervento in autorecupero di minori stranieri non accompagnati ospiti della Cooperativa Comunità Progetto.

Dalla riflessione su queste esperienze si è partiti a lavorare in gruppi, avendo come filo conduttore le domande:

  • Cosa vi colpisce particolarmente di queste storie?
  • Cosa ci insegnano?
  • Alla luce di quanto sentito su quali aspetti è più importante lavorare?

Proprio da queste domande si è ripartiti per il secondo incontro, “Percorsi sull’abitare”, focalizzato su alcuni temi chiave come  la necessità di fare e costruire una rete efficace, informare il cittadino e formare gli operatori,  pensare a una politica non istituzionale. Su questi temi si è riflettuto sempre in gruppi con anche momenti di contaminazione e scambio tra i partecipanti.

Si è giunti così al terzo e ultimo incontro: “Azioni per l’abitare”. Obiettivo dei lavori è stato quello di passare dall’analisi della situazione attuale a proposte concrete di azione, per migliorare l’accesso all’abitazione da parte dei migranti e di altre categorie svantaggiate o percepite come difficili.

Le azioni suggerite sono state tre:  

  • gettare le basi per un tavolo di rete permanente
  • rafforzare l’esperienza dell’agenzia sociale per l’abitare già esistente, potenziando la rete a supporto, includendo il pubblico come garanzia per avere “potere contrattuale”  
  • coinvolgere il privato sociale nella gestione del patrimonio ERP (edilizia residenziale pubblica) e affidare la gestione del patrimonio fuori ERP al privato sociale.

È apparso subito chiaro che tutte le azioni proposte sono in qualche modo collegate e complementari: uno dei primi passi da fare è realizzare una mappatura delle risorse disponibili, sia in termini operativi, identificando quindi i soggetti che si interessano al tema, sia dei bisogni del territorio e dei cittadini, sia dei beni immobili sfitti, pubblici e privati.

È stata inoltre rilevata la necessità di istituire una cabina di regia, possibilmente guidata da un ente istituzionale e di favorire una maggiore conoscenza e collaborazione tra i soggetti che sono stati coinvolti in questo ciclo di incontri e che hanno dimostrato interesse nel continuare a lavorare insieme.

Fondazione Verga si è presa l’incarico di organizzare, entro il mese di giugno 2018, un ulteriore incontro operativo per proseguire il lavoro svolto sino a ora e mettere a punto gli attori che faranno parte del tavolo di rete, i criteri di adesione, le modalità in cui promuoverlo e renderlo riconosciuto.
Sarà inoltre importante capire come reperire risorse per finanziare le attività del tavolo.

Un’ulteriore esigenza manifestata è stata quella di coinvolgere e intensificare il dialogo con il settore pubblico, quindi sia con Comune di Milano che con le sue agenzie  (Agenzia Sociale per la Locazione Milano Abitare), al fine di capire come poter collaborare in maniera proficua.

Infine si è valutata la possibilità di attivare percorsi di formazione per inquilini, sia italiani che stranieri, sui temi che solitamente creano maggiormente attrito – come la raccolta differenziata, la gestione dei rumori e degli animali ecc – e di collaborare alla diffusione della figura di mediatore condominiale, come primo passo per favorire una convivenza serena.